COME I PIPISTRELLI NELLA NOTTE

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La terza tappa del Trofeo Criterium Italia 2016 approda al Parco Lambro, dopo Roma e Firenze, rimane la finale, Forlì.

 

Il meteo di questi giorni in Lombardia è più simile a quello tropicale che sud Europeo.

 

Dopo un gran temporale verso le 18, intorno alle 20 smette timidamente di piovere, il parco inizia a gremirsi di persone che arrivano da mezzo stivale, tra riders, accompagnatori e pubblico.

 

La pista è cosparsa di rami, foglie, pigne ed ogni sorta di seme bacca o frutto possa cadere dagli alberi dopo una fortissima pioggia.

 

Il gruppo Tremens, Claudio Bassi di Criterium Italia e altri volontari sono all’opera per ripulire il più possibile la pista con delle scope da casa. Alla fine spazzeranno quasi due chilometri d’asfalto…onore al loro egregio lavoro.

 

Sono presenti i più importanti Team italiani che gareggiano regolarmente su prove Internazionali, oltre ad atleti che a seconda delle velleità e della gamba decideranno se prendere parte alla gara Urban o Pro.

 

L’umidità è palpabile, e sebbene il manto stradale non sia perfetto le sfide inizieranno a breve.

 

E’ quasi buio e tempo che le prove Urban e Donne abbiano inizio, ma questa sera su tre quarti del tracciato i lampioni sono spenti, si correrà quasi interamente nell’oscurità della notte. Vengono dislocate alcune macchine coi fari accesi nei punti più delicati, come agli albori di questa disciplina, dove tre auto ed un platò di birra bastavano per organizzare una garetta, in qualche zona industriale sperduta o chissà dove.

 

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Dopo le solite e dovute indicazioni di Giorgio Vianini, da sempre primo organizzatore delle Criterium al Lambro, ora in forze ai Tremens, la gara Urban ha inizio… si potrebbe pensare che i partecipanti prendano la corsa come una passeggiata, invece non mancano velocità altissime, sportellate e qualche caduta fortunatamente senza conseguenze.

 

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Dopo 10 giri la gara viene vinta da Valerio Milani Team Moto2 su Chris Gelato AGM Squadra Corse, terzo Fabio Angeli di Cykeln divisione corse.

 

Le donne alla partenza sono sette, vincitrice sul traguardo Paola Panzeri di ACHT Supply, seconda Jasmine Dotti di Ridewill Oscar Cycling e terza Stefania Baldi di Dësgena la Biciclëtta.

 

Pochi secondi dopo è tempo per la gara più attesa, quella Pro….…via!

 

Sebbene sia buio pesto subito nei primi giri un gruppo di quindici unità si avvantaggia di una ventina di secondi dagli inseguitori, diversi riders forano a causa delle condizioni della pista, altri scivolano.

 

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A intervalli regolari i più in forma provano la zampata giusta per scappare o solo per sfoltire lo sciame dei migliori.

 

Ci provano il generosissimo Gibbin, Cappa, i veterani del Lambro Bruzza e Bravini, i funamboli di Supernova Reati e Pirazzoli, Mariani, uno dei pochi senza compagni di squadra, Maccari di La Classica, I Pro Bike dalla Capitale e i Toscani Cykeln.

 

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Il gruppo dei migliori procede quasi compatto fino all’ultimo giro, il dodicesimo, dove circa a metà pista Gibbin parte con la sua ormai nota fucilata che purtroppo non basta per portare l’azione fin sul traguardo…subito dopo l’ultima curva viene superato da Mariani, che a sua volta viene ripreso dall’indomabile Zanasca, che prende spazio per giungere sull’arrivo a braccia alzate, in una coltre di umidità illuminata dai fari delle auto e dagli applausi e le urla del folto pubblico accorso.

 

(Ho visto tanti arrivi al Lambro, ma scenograficamente questo è insuperabile)

 

Primo  Alvise Zanasca  di  Bahumer, secondo  Alessandro Mariani  di  IRD CARRERA SQUADRA CORSE,  terzo un grandissimo  Roberto Barone  di  Oscar CyclingDesign,  quaranta giorni dopo la frattura alla clavicola nella Red Hook di Brooklyn.

 

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A circa venti secondi giunge il gruppo degli inseguitori, poi alla spicciolata arrivano tutti, protagonisti di una serata da incorniciare.

 

Alle premiazioni i riders presenti partecipano con entusiasmo limitato, causa la stanchezza e l’orario, considerando che alcuni di loro dovranno ripartire per raggiungere la propria base a chissà quanti chilometri di distanza.

 

Che questa sia definitivamente una nuova disciplina sportiva ormai è chiaro, complice il grande interesse, il discreto pubblico e la voglia di organizzare eventi all’altezza delle aspettative. Il successo è stato costruito da chiunque abbia preso parte a questo genere di gare, sia un atleta, uno sponsor, un fotografo, un appassionato o solamente un curioso.

 

Il vento è cambiato ed è a vista di tutti, ringrazio Criterium Italia, tutto il Tremens Team, i Riders che hanno affrontato una lunga trasferta consapevoli del meteo a Milano.

 

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La ricetta per un’evoluzione costruttiva e radiosa di questa specialità deve essere tramandata dai veterani ai tanti giovani che si affacciano sulla disciplina…

 

’’Alle Criterium si viene per dare il massimo, ma una volta finita la gara si torna tutti sullo stesso livello, accompagnando le chiacchere con una birra o una cena in compagnia, oppure salutandosi con un sano vaffanculo!’’

 

Milano, nove giugno duemilasedici.

 

Emanuele Barbaro


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